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1) Dizion. 5° Ed. .
FATTO.
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FATTO.
Definiz: Partic. pass. di Fare.
Lat. factus. –
Esempio: Dant. Conv. 317: Così l'anima nostra, incontanente che nel nuovo e mai non fatto cammino di questa vita entra, dirizza gli occhi al termine del suo sommo bene.
Esempio: Fiorett. S. Franc. 27: E fatta l'ora di desinare, si pongono a sedere insieme santo Francesco e santa Chiara.
Esempio: Vill. G. 55: Per le vertudiose e sante opere fatte per lo detto Carlo Magno in istato di Santa Chiesa e di tutta Cristianitade.
Esempio: E Vill. G. 412: Si credeano aver vinta la terra, fatta la sconfitta; e fu il contrario.
Esempio: Medit. Alb. Cr. 23: Quando già fatta in estasi, tu la inebrii di quel sapore estatico e celestiale.
Esempio: Bocc. Decam. 2, 336: Fattosi chiamare il suo Siniscalco,... che far dovesse.... pienamente gli divisò.
Esempio: E Bocc. Decam. 7, 286: Fattesi loro scritte e contrascritte insieme, ed in concordia rimasi, attesero ec.
Esempio: E Bocc. Filoc. 222: Nel quale divotamente misero graziosi incensi, e fattisi disarmare le loro armi, offersero ec.
Esempio: Sacch. Nov. 2, 195: Udendo il Signore il motto di costui, e la ruberia fattali dal suo cittadino, mandò per lui.
Esempio: Rep. Fir. Diec. Bal. 16, 136 t.: Abbiamo avuto una tua [lettera] fatta questa mattina.
Esempio: E Rep. Fir. Lett. Istr. 12, 63 t.: Tua lettera fatta martedì in Faenza ricevemmo, e quella intendemmo diligentemente.
Esempio: Machiav. Leg. Comm. 2, 117: Narrai la deliberazione per voi fatta di mandare un uomo in diligenza al Pontefice, per intendere più dappresso sua volontà.
Esempio: Segn. B. Poet. volg. 305: Esito è una parte simile (cioè intera), alla quale non conseguita dietro nessun canto fatto dal coro.
Esempio: Car. Lett. fam. 1, 14: E io ch'era di sopra, fattomi in capo della scala, vidi e sentii tutto che passò tra loro.
Esempio: Cellin. Vit. 38: Subito giunto in bottega, presente dodici lavoranti, ed altri vicini fattisi innanzi,... Lucagnolo prese il suo cartoccio ec.
Esempio: E Cellin. Pros. 134: Fatto bianco il detto vaso, bisogna avere certi ferri a foggia di ancudine con le corna lunghe.
Esempio: Tass. Gerus. 1, 30: Se ben raccolgo le discordie e l'onte, Quasi a prova da voi fatte e patite, I ritrosi pareri ec.
Esempio: Adr. M. Plut. Vit. 2, 49: Fatta adunque con cento navi vela, sbarcò primieramente nell'isola Andro.
Esempio: Dav. Tac. 1, 157: Fatto questo, prese a poco a poco gli animi de' soldati.
Esempio: Adim. A. Pind. 282: Alcmeone, calzato di larghi coturni, e fatto seno della veste, non solo ogni cosa empiè d'oro, ma ec.
Esempio: Bart. D. Giapp. 4, 552: Fatto il dì chiaro, il tornarono al medesimo strazio d'ieri.
Esempio: Magal. Relaz. 28: Prese servizio nelle truppe dell'Imperatore, e fatta della roba,... morì in Etiopia.
Esempio: Cesar. Fatt. Ap. 1, 65: Fattosi mattina dell'altro dì, furono radunate a consiglio tutte le persone d'autorità.
Esempio: E Cesar. Fatt. Ap. 2, 89: Fatto giorno, i compagni di Paolo.... si condussero ad Asson.
Esempio: Bott. Stor. Amer. 2, 4: Di polvere difettavano assai, essendo che, fatta la veduta nei fondachi pubblici, se ne trovarono ec.
Esempio: E Bott. Stor. Ital. 1, 320: Stati sarebbero sterminati, se i due reggimenti piemontesi della Marina e di Monferrato, fatto un po' di testa al monte Scazzone, non avessero ec.
Esempio: Manz. Prom. Spos. 433: L'innominato raccontò brevemente, ma con parole d'esecrazione,... la prepotenza fatta a Lucia.
Definiz: § I. In forma d'Add. Formato per via di lavoro o di arte. –
Esempio: Grazz. Pros. 338: Cupido.... reggeva il freno e guidava i porci, i quali erano con l'altre figure tanto ben fatti, e con sì pronte e bellissime attitudini, che parevan vivi.
Esempio: Tass. Gerus. 10, 29: Cava grotta s'apria nel duro sasso, Di lunghissimi tempi avanti fatta.
Esempio: Manz. Prom. Spos. 541: Una grande apertura fatta nel mezzo, e una piccola, in un canto della facciata del lato che costeggia la strada maestra.
Definiz: § II. Detto particolarmente di statua o altro monumento, vale Inalzato, Eretto. –
Esempio: Dant. Conv. 397: Da te alla statua fatta in memoria del tuo antico non ha dissimilitudine altra, se non che la sua testa è di marmo, e la tua vive.
Definiz: § III. Fatto, detto di cosa, di lavoro, di operazione, e simili, vale Eseguito, Composto; ovvero Compiuto, Condotto a termine. –
Esempio: Cellin. Pros. Oref. 26: Questa brunitura è solamente fatta per riturar certe spugnuzze che alcune volte vengono nel niellare.
Esempio: Cecch. Comm. ined. 1, 301: Ha interrottoci Un lavoro quasi fatto.
Esempio: Fag. Rim. 2, 63: Son i miei versi fatti a tu me gli hai, Con manco garbo e manco tessitura: Non v'e' filo: entro in mille ginepraj.
Esempio: Guadagn. Poes. 2, 145: Vo' che la Poesia sia fatta male, Ma cinque soldi, diavolo! gli vale.
Definiz: § IV. E parlandosi di azioni, così buone come cattive, vale Operato, Commesso. –
Esempio: Dant. Purg. 20: Perchè men paia il mal futuro o il fatto, Veggio in Alagna entrar lo fiordaliso, ec.
Esempio: Bocc. Decam. 8, 314: I furti fatti divideva con colui cui io uccisi.
Definiz: § V. E detto di negozio, affare, e simili, per Concluso, Terminato. –
Esempio: Lipp. Malm. 1, 69: E finalmente colorisce e tratta Questo negozio come cosa fatta.
Definiz: § VI. E figuratam. per Fermato, Decretato. –
Esempio: Macingh. Strozz. Lett. 478: Dicesi che queste cose (i matrimonj) si fanno in cielo: se non è fatto, non ci bisogna dar briga; se è fatto, verrà al fine.
Definiz: § VII. Fatto, con un compimento retto dalla particella Per, e detto di persona, vale Disposto da natura a quella data cosa, che dal compimento stesso vien determinata. –
Esempio: Pallav. Vit. Aless. 1, 33: E perciocchè Fabio era inclinato e fatto per la vita ecclesiastica, destinò ec.
Definiz: § VIII. E figuratam. –
Esempio: Carell. Son. 14: Io [Musica].... sola fatta son per Dio laudare.
Definiz: § IX. Pur detto di persona, vale Che ha tale o tal altra indole, natura; nel qual senso usasi sempre nelle maniere Fatto così, Così fatto o Sì fatto. –
Esempio: Mazz. Lett. 1, 46: Se una rimunerazione d'un grosso voi pensaste, non sarebbe mai vostro nè amico nè benvogliente; egli è così fatto.
Esempio: Car. Lett. fam. 2, 118: Sappiate,... che questa pare una bella cosa ancora a me, che sono un uomo così fatto.
Esempio: E Car. Lett. fam. 2, 140: Ma voi siete un uomo così fatto, e meritereste un'altra sgrugnata nel naso.
Esempio: Forteguerr. Terenz. 49: Costui egli è sì fatto, Lascialo andar.
Esempio: Manz. Prom. Spos. 468: Non lo gridi, perchè già quel che è stato è stato; e poi non serve a nulla: è un uomo fatto così: tornando il caso, farebbe lo stesso.
Esempio: E Manz. Prom. Spos. 537: Noi uomini siam in generale fatti così: ci rivoltiamo sdegnati e furiosi contro i mali mezzani, ec.
Definiz: § X. E con lo stesso compimento retto dalla particella Per, detto di arte, disciplina, professione, ufficio, e simili, e con relazione a persona, vale Che è conforme all'ingegno, alla natura, di essa persona; ma usasi più spesso in proposizione negativa. Così diciamo:
Esempio: Esempio del CompilatoreI complimenti non sono fatti per me. – Quello è un ufficio fatto proprio per lui, e simili.
Definiz: § XI. Detto di cosa, e riferito a persona, vale Che conferisce, conviene, torna utile, a proposito, e simili, ad essa persona. –
Esempio: Crudel. Rim. 6: Ei muore, è vero; ma per lui non sono Fatti i sepolcri, nè de' mesti accenti Il doloroso lamentevol suono.
Definiz: § XII. Fatto, vale altresì Composto di tale o tal altra materia, di tali o tali altre parti. Ed altresì Lavorato, Fabbricato, con tale o tale materia. –
Esempio: Marc. Pol. Mil. B. 310: Costoro si hanno un loro domenedio, fatto di feltro, e chiamanlo Fattighai.
Esempio: Cennin. Tratt. Pitt. 18: Abbi a modo d'una tasca fatta di fogli incollati.
Esempio: Ar. Orl. fur. 25, 31: E dicea il ver; ch'era viltade espressa, Conveniente a un uom fatto di stucco.
Esempio: Baldin. Vocab. Dis. 65, 2: Gesso. Materia simile alla calcina, fatta per lo più di pietra cotta.
Esempio: Viv. Disc. Arn. 52: Occupan poco più luogo della materia di che e' son fatti.
Esempio: Targ. Alimurg. 130: Uno [termometro] è fatto collo spirito di vino.
Definiz: § XIII. E per Formato, Foggiato, ad un determinato fine, effetto, ufficio. –
Esempio: Cresc. Agric. volg. 18: E con mazzi, o vero mazzeranghe, fatti a ciò, fortemente si calchi e s'assodi.
Esempio: E Cresc. Agric. volg. 449: Si ricidano [i granelli del vitello] con ferro fatto a ciò a similitudine di coltello.
Definiz: § XIV. Detto di erba, paglia, fieno, e simili, vale Tagliato, Segato. –
Esempio: Murat. Gov. Pest. 108: Egli è sempre pericoloso il dormire sopra fieno e paglia fatti di fresco.
Definiz: § XV. E per Che ha tale o tal altra forma, sia naturalmente, sia ricevuta dalla mano dell'uomo; la qual forma si determina da un compimento nominale, o dagli avverbj Così, Come, e simili. –
Esempio: Ar. Orl. fur. 7, 31: E due e tre volte il dì mutano veste, Fatte or ad una or ad un'altra usanza.
Esempio: Segner. Incred. 73: In altri [le unghie] son bifide, in altri son fatte a dita.
Definiz: § XVI. Fatto, vale anche Divenuto ciò che si determina da un compimento predicativo; e dicesi tanto di persona, quanto di cosa. –
Esempio: Giust. Vers. 79: Alle città lombarde Fatte cloaca.
Definiz: § XVII. Fatto, detto di frutto, vale Giunto a maturità, Maturo. –
Esempio: Benciv. Cur. malatt. volg.: Le frutte vogliono esser colte al loro tempo, e fatte.
Esempio: Vasar. Vit. Pitt. 11, 308: Dentro a uno de' quali [fichi brugiotti] aperto e troppo fatto entra la punta della zucca col fiore.
Esempio: Magal. Sidr. trad. 36: De' fatti pomi Scarica omai le dissugate piante.
Definiz: § XVIII. E detto di legname, vale Giunto all'età da poter esser tagliato e messo in opera. –
Esempio: Soder. Agric. 126: Deono essere i legnami nè d'arbori vecchi, nè troppo giovini;... e ciò perchè il giovine non è fatto, ed il vecchio è troppo.
Definiz: § XIX. Detto altresì di cose che servano di vitto o di bevanda, vale Venuto, Ridotto, al punto d'esser buono a mangiare od a bevere. –
Esempio: Macingh. Strozz. Lett. 87: Non sono ancora fatti [i marzolini]; che n'ho partiti alcuno, e veggo hanno buona cera.
Definiz: § XX. E detto in generale di cosa che si prepari, manipoli, e simili, vale Ridotto in condizione da poterlo adoperare al fine voluto o all'uso destinato. –
Esempio: Tratt. Vetr. 69: Lascia stare tanto [sia] pulito, e poi vi mette dentro una parte di azuro preparato sopra lib. x di vetro fonduto, e lascialo istare tanto che sia purificato; e sarà fatto.
Esempio: E Tratt. Vetr. 149: Piglia marmo bianco, e pestalo e staccialo, e mettilo in una pignatta in nel fuoco, sicchè diventi focoso, e poi sarà fatta la calcina.
Definiz: § XXI. Figuratam., detto di uomo, donna, giovine, e simili, vale Adulto, Di età matura. –
Esempio: Vinc. Tratt. Pitt. 161: I moti di un vecchio o di un fanciullo non saranno pronti come di un garzone fatto.
Esempio: Bern. Orl. 23, 13: Ma com'un fanciullino adesso nato Può un uom fatto di forza avanzare, Così, ec.
Esempio: Varch. Stor. 2, 73: Alcune [compagnie] sono di fanciulli, e alcune d'uomini fatti.
Esempio: Cellin. Pros. 12: Andrea del Verrocchio scultore stette all'orefice insino che gli era uomo fatto.
Esempio: Dav. Tac. 1, 358: Nerone oggimai è fuor di fanciullo, è giovane fatto.
Esempio: E Dav. Tac. 1, 364: Ricordavano alcuni che Tiberio cacciò Agrippina, e Claudio Giulia più frescamente: ma eran donne fatte.
Esempio: Magal. Lett. At. 505: Un equivoco preso.... da giovane fatto, e fatto bene.
Esempio: Salvin. Disc. 1, 186: I Greci.... le lettere intitolarono paedeia, cioè studio fanciullesco; non perchè cosa leggieri e puerile affare le giudicassero, e degli uomini fatti indegno, ma ec.
Esempio: Luchin. SS. Gris. e Bas. 13: Anche i piccoli fanciulli verso i balocchi stanno a bocca aperta, e senza batter occhio; delle cose poi che agli uomini fatti convengono, niente possono esser capaci.
Esempio: Manz. Prom. Spos. 342: Gli uomini fatti, non c'è rimedio, hanno preso quel vizio; non lo smetton più.
Definiz: § XXII. E pur figuratam. detto di persona, per Divenuto atto, maturo, ad un ufficio. –
Esempio: Dav. Tac. 1, 87: Tutte queste cose.... Tiberio contò a' Padri, e con chiuse non poter l'Oriente se non la sapienza di Germanico acquetare, essendo egli oggimai vecchio, e Druso non ancor fatto.
Esempio: E Dav. Tac. P. 1, 87: Non ancor fatto, non maturo a tanto governo; metafora nostra.
Definiz: § XXIII. Si usò anche per Complesso della persona, Fatticcio. –
Esempio: Macingh. Strozz. Lett. 288: Ella pare troppo fanciullina, e pur v'è el tempo da essere più fatta che non è.
Definiz: § XXIV. Fatto, con un termine di tempo, e usato in proposizione assoluta, vale Appena passato, trascorso, quel tempo, Subito dopo quel tempo. E in tali maniere Fatto usasi anche indeclinabilmente. –
Esempio: Fiorett. S. Franc. 5: Fatto alcuno intervallo, sì 'l chiamò la seconda e la terza volta.
Esempio: Macingh. Strozz. Lett. 57: Si partirà di là fatto le feste, e qui l'aspettiàno.
Esempio: Rep. Fir. Diec. Bal. 10, 111: Manderenvi la polvere e i scoppietti che chiedete il primo dì fatto le feste.
Esempio: Rep. Fir. Lett. Istr. 1, 63 t.: Fatta la festa, fate si donino alla Corte, in nome della nostra Signoria, tutte e otto le robe di sciamito, come sono fornite, e per modo sia nostro onore.
Esempio: Machiav. Leg. Comm. 2, 247: Dicesi che 'l Duca parte, fatte queste feste, per alla volta di Pesaro.
Esempio: Ricc. S. Cat. Lett. 199: Mi rincuoro che fatto Pasqua faremo qualche buona riforma di qualcosa.
Esempio: Tass. Lett. 1, 58: Io credo tornarmene a Ferrara fatte le feste.
Esempio: Dav. Camb. 430: A Lione si fanno quattro fiere l'anno, che cominciano: la fiera di Pasqua rosata, fatto l'Ottava. Quella d'agosto, ec.
Esempio: Red. Lett. 3, 1: Mio padre si contenta che, fatto Pasqua di Resurrezione, io vada a vedere quella bella città.
Esempio: Magal. Lett. fam. 2, 35: Io non arrivo a sapere se egli sia ancora a Firenze, o pure sene sia andato, subito fatto S. Giovanni, a Roma.
Definiz: § XXV. E nello stesso costrutto e con la medesima proprietà, usasi con un termine denotante azione, operazione, e simili, che o per la sua ricorrenza o per la sua importanza serva ad indicare approssimativamente un dato tempo. Così diciamo:
Esempio: Esempio del Compilatore Mi pagherà, fatta la vendemmia; – Verrò, fatta la sementa, e simili. –
Esempio: Grazz. Pros. 338: Ne colorì uno, che lo vendè, fatto l'Assedio, la moglie trecento lire.
Definiz: § XXVI. E retto dalla particella A, vale Fino a che non sia trascorso quel tempo. –
Esempio: Cas. Pros. 2, 63: Io disegno andare a Benevento adesso, e star là fino a fatto Natale.
Esempio: Cecch. Comm. ined. 32: Passando adesso, Si potrebbe indugiare a fatto Pasqua.
Esempio: E Cecch. Comm. ined. appr.: Indugia fino a fatto Carnovale.
Esempio: Galil. Comm. ep. 1, 145: Io speravo di esser per venir costà questa quadragesima,... ma.... mi sarà forza indugiare a fatto Pasqua.
Definiz: § XXVII. Fatto. Term. grammaticale. Si usò come aggiunto di nome fatto o di verbo fatto, formato per imitazione del suono che rende la cosa espressa: oggi Onomatopeico. –
Esempio: Buonarr. Cical. III, 1, 25: Venivano dopo quei nomi e quei verbi, che nomi e verbi fatti si dicono, perchè e' nascon col suon della cosa che e' significano.
Definiz: § XXVIII. Così fatto o Sì fatto, che anche scrivesi congiuntamente Cosiffatto e Siffatto, vale Fatto in tal modo, in tal forma, e simili, detto di cosa materiale, del corpo di un uomo o di un animale; Tale. –
Esempio: Dant. Inf. 31: Natura certo, quando lasciò l'arte Di sì fatti animali, assai fe' bene.
Esempio: E Dant. Inf. 34: Vedi oggimai quant'esser dee quel tutto Ch'a così fatta parte si confaccia.
Esempio: Pucc. A. Canz. 8: D'avorio paion suo' lattati denti.... Diritti e misurati, Come richiede sì fatto ornamento.
Esempio: Giambull. P. F. Stor. Europ. 102: Questo simulacro sì fatto, stava in una cappella di quattro archi, situata in un tempio grande.
Definiz: § XXIX. E detto di persona, vale Di tale indole, natura, qualità, e simili; nel qual senso usasi anche a modo di Sost. –
Esempio: Colonn. Guid. N. 302: A tutto 'l mondo ne sarebbe danno che un sì fatto cavaliere morisse.
Esempio: Dant. Parad. 8: Così fatta, mi disse, il mondo m'ebbe Giù poco tempo.
Esempio: Bocc. Decam. 7, 231: Non ne troveresti un altro di quì alle porte di Parigi de' così fatti.
Esempio: E Bocc. Decam. 8, 182: Molto la invidia che alla virtù di Natan porti, commendo, perciò che, se di così fatte fossero assai, il mondo, che è miserissimo, tosto buon diverrebbe.
Definiz: § XXX. E detto di cosa morale, di atto, tempo, e simili, per Tale, o Questo. –
Esempio: Vill. M. 159: In sull'ora del mezzo dì percosse a' nimici con sì fatto empito, che in poca d'ora gli ebbe rotti.
Esempio: Bocc. Decam. 1, 87: In abito lugubre, quale a sì fatta stagione si richiedea, si ritrovarono sette giovani donne.
Esempio: E Bocc. Amet. 50: Io non usata di così fatte boci, timida, dubitando di peggio, cominciai a tremare.
Esempio: Cas. Pros. 2, 70: Sappi che la bellezza e la maestà della buona ambizione è tale e sì fatta, che così come alcuni panni d'oro rilucono eziamdio dal rovescio, così la magnanimità, ec.
Esempio: E Cas. Pros. 2, 84: È questo quello che tu scrivesti.... di voler fare,... in emenda di tanti e sì lunghi e sì fatti tuoi falli?
Esempio: Tass. Gerus. 6, 2: In sì fatto apparecchio intollerante A lui sen venne, e ragionogli, Argante.
Esempio: E Tass. Gerus. 7, 50: Da sì fatto furor commosso, appella L'araldo.
Esempio: E Tass. Gerus. 8, 66: Tempo forse già fu che gravi e strano Ne potevan parer sì fatte offese, Quasi lievi or le passo.
Esempio: Piazz. Lez. astron. 1, 178: All'oggetto di facilitare sì fatti calcoli.
Definiz: § XXXI. Ben fatto o Mal fatto, vale Bene o Male conformato della persona, Bene o Male complessionato: detto anche di animale. –
Esempio: Ar. Orl. fur. 6, 61: Non fu veduta mai più strana torma, Più monstruosi volti e peggio fatti.
Esempio: Soder. Anim. domest. 205: Dispareggiano [i pavoni] la bellezza del rimanente della lor persona, essendo brutti, mal fatti e sproporzionati.
Esempio: Panant. Epigr. 126: Sosteneva un dottore Che ha fatto tutto bene il Creatore. Gli disse un gobbo: Guardami le rene. Ed ei: Per gobbo, tu sei fatto bene.
Definiz: § XXXII. Ben fatto, coi verbi Essere ben fatto, Parere ben fatto, Credere ben fatto, Giudicare fatto, e simili, vale Utile, o Conveniente, o Prudente, o simile. –
Esempio: Adr. M. Plut. Vit. 2, 282: Parere ben fatto al senato di richiamar più tostò l'altro consolo di Sicilia, che ec.
Esempio: Sassett. Fr. Notiz. 18: E ben fatto sarà andar seguitando il detto albero di tempo in tempo.
Esempio: Guadagn. Poes. 1, 105: Credo ben fatto di mostrarlo a tutte.
Definiz: § XXXIII. Fatto e messo lì, dicesi di persona goffa, disadatta, senza grazia e senza garbo. –
Esempio: Giust. Vers. 178: Un vero cor contento, un mestolone Fatto, come suol dirsi, e messo lì.
Definiz: § XXXIV. Tanto fatto, maniera aggiuntiva, che usasi a significare la grossezza non ordinaria di una cosa; la qual maniera è accompagnata da un gesto dimostrante la grossezza della cosa stessa, e che consiste nell'apertura delle mani o delle braccia, formate quasi in un cerchio. Così diciamo, ad es.:
Esempio: Esempio del Compilatore Ha un capo tanto fatto, una vita tanto fatta, ec.
Definiz: § XXXV. In locuz. figur. –
Esempio: Leopard. G. Cap. piac. 5: Nel biasimare ingrassan le persone, E chi l'ascolta si fa tanto fatto.
Definiz: § XXXVI. E figuratam. –
Esempio: Fag. Rim. 3, 72: Era pur necessario ch'io vi dessi Un buon viaggio tanto fatto, e poi In tenere parole prorompessi.
Esempio: E Fag. Rim. 7, 221: E come quello, che n'avev'avuto Delle riprove per l'altre figliuole, Con un cuor tanto fatto era venuto.
Definiz: § XXXVII. Aver per fatto checchessia, o Fare fatto, checchessia, vale Giudicarlo come finito, compiuto, concluso; ed è maniera esprimente grande fiducia, che la cosa si finirà, concluderà ec. –
Esempio: Grazz. Comm. 243: Tu la fai fatta; io non so come Michelozzo se gli crederà.
Esempio: Cecch. Corr. 1, 3: In quanto a lei, Io la fo fatta. Magal. Lett. 16: Qui.... si continua ad aver la pace per fatta.
Definiz: § XXXVIII. Dare per fatto checchessia o Mettere per fatto checchessia, o Dar fatto, checchessia, vale Assicurare che una cosa sarà certamente compiuta, terminata, conclusa. –
Esempio: Macingh. Strozz. Lett. 161: Non te ne dare pensiero; mettilo per fatto.
Esempio: Machiav. Comm. 82: Se tu confiderai in me, io ti do questa cosa fatta innanzi che sia domani questa otta.
Esempio: Grazz. Comm. 124: Te la do fatta: non ci è pericolo.
Definiz: § XXXIX. Esser la cosa fatta, vale Nascer da checchessia qualche grosso disordine, Incorrere in qualche grave inconveniente. –
Esempio: Gell. Err. 2, 4: Io non vorrei però che il diavol facessi ch'ella mi vedessi vestito a quel modo; chè io ti so dir che la cosa tra me e lei sarebbe fatta.
Definiz: § XL. Non saper come uno sia fatto, e con maggiore efficacia, neanche come sia fatto, dicesi per Non averlo mai veduto, Non conoscerlo neppur di persona, Non esserci esso capitato mai innanzi. –
Esempio: Saccent. Rim. 1, 52: Anzi nell'arte mia tengo a buon patto, Che in tant'anni il Fiscal non mi abbia visto, Nè sappia l'Assessor com'io son fatto.
Definiz: § XLI. Venir fatto ad alcuno checchessia, vale Riuscire esso facilmente a farlo, ad ottenerlo, e simili; e Venir fatto checchessia, vale Riuscire, Aver effetto, facilmente. –
Esempio: Vill. G. 638: Que' che reggeano Lucca per loro fecero cercare accordo.... E di certo sarebbe venuto fatto; ma per l'invidia e avarizia le quali guastano ogni bene, ec.
Esempio: Baldell. F. Polid. Virg. 55: Non hanno cavato le strade del medicare da cagioni oscure, nè da naturali azioni, ma dal far l'esperienze, secondo che a ciascuno è venuto fatto di condurre gli uomini alla medesima sanità.
Esempio: Red. Cons. 2, 37: Quando la mattina ha pigliato il latte; ella vi dee dormire sopra una ora o due almeno: e non venendole fatto il dormirvi, nulladimeno se ne stia nel letto per due ore.
Esempio: Magal. Lett. fam. 1, 13: Non potrà vantarsi di averci altra parte, che di portarli (i libri) a casa da quella libreria, dove mi verrà fatto trovarli.
Esempio: E Magal. Lett. fam. 1, 14: È venuto fatto al mio camerata di cogliermi in una cosa, che può esser facilissima a trovarsi; ma io ci ho fatto il capo stranamente.
Esempio: Leopard. Pros. 1, 264: Tu prenderai cuore di favellarle molto più franco e spedito, che non ti venne fatto mai per l'addietro.
Esempio: Giust. Vers. 43: Co' frodi e con bilance adulterate Gli venne fatto d'esser milionario.
Definiz: § XLII. Detto fatto. –
V. Detto, Partic. pass., § IX.
Definiz: § XLIII. O fatta o guasta, si disse in maniera proverbiale, per Conclusa o Non conclusa la cosa, di che si tratta. –
Esempio: Grazz. Comm. 116: Oggi, o fatta o guasta, noi ne caverem le mani.
Esempio: Cecch. Comm. ined. 1, 242: Ella ne va ora colà per ultimo, O fatta o guasta.
Definiz: § XLIV. Per detto o fatto d'alcuno. –
V. Detto, Sost., § XII.
Definiz: § XLV. Cosa fatta capo ha. –
V. Capo, § CCIX.
Definiz: § XLVI. E tutto è fatto. Maniera con la quale si conclude l'enumerazione di ciò che abbisogna al compimento e al buon successo di un'operazione, o di un fatto. –
Esempio: Guadagn. Poes. 2, 300: Manca che suoni l'ora del riscatto, Il veni, vidi, vici, e tutto è fatto.
Definiz: § XLVII. Oramai è fatta, o Quel che è fatto è fatto, dicesi in maniera proverbiale, a significare come alla cosa oramai compiuta non si possa fare alcun riparo, e che bisogna rassegnarvisi.
Definiz: § XLVIII. In forza di Sost. Il fatto; Ciò che è stato fatto, ed altresì La parte fatta, di un lavoro, di un'opera. –
Esempio: Dav. Tac. 2, 6: Il fatto, poichè disfar non poteasi, senz'altro cercare approvasse.
Esempio: Dat. Vit. Pitt. 108: Molto diverso è il fare, e il dar giudicio del fatto.
Esempio: Alf. Trag. 2, 308: Prod'uomo, Presto a più far, poco il già fatto estima.
Definiz: § XLIX. Sì fatto, trovasi usato in forza d'avverbio per Sì fattamente, Talmente. –
Esempio: Pulc. L. Morg. 1, 79: Tu m'hai di te sì fatto innamorare Per mille alte eccellenzie che tu mostri, Ch'io me ne vengo, ove tu andrai, con teco.